Fred Vargas – L’uomo a Rovescio – estratto
Il Vecchio annuì, riempì i due bicchieri e tacque.
«La ami?» domandò con la sua voce sorda, dopo parecchi minuti di silenzio.
Adamsberg alzò di nuovo le spalle, senza rispondere.
«Frega niente se stai zitto,» disse il Guarda, «io non ho sonno. Ho tutta la notte per farti la domanda. Quando il sole sorgerà mi ritroverai qui e te la farò di nuovo, finché non mi risponderai. E se tra sei anni saremo ancora qui tutti e due ad aspettare Massart sotto il susino, te lo chiederò di nuovo. Frega niente. Io non ho sonno.»
Adamsberg sorrise, mandò giù un sorso di vino.
«La ami?» domandò il Guarda.
«Che palle con questa domanda!»
«Allora vuol dire che è una bella domanda.»
«Non ho detto che non lo era.»
«Frega niente, ho tutta la notte. Non ho sonno.»
«Quando uno fa una domanda,» disse Adamsberg, «vuol dire che ha già la risposta. Altrimenti tiene il becco chiuso.»
«È vero,» disse il Guarda. «Ho già la risposta.»
«Vedi?»
«Perché la lasci agli altri?»
Adamsberg rimase in silenzio.
«Frega niente,» disse il Guarda. «Non ho sonno.»
«Merda, Guarda. Non è mia. Nessuno appartiene a nessuno.»
«Non stare a fare tanto il furbo con la tua morale. Perché la lasci agli al-tri?»
«Al vento glielo chiedi, perché non rimane sull’albero.»
«Chi è il vento? Tu o lei?»
Adamsberg sorrise.
«Ci alterniamo.»
«Non è poi così male, giovanotto.»
«Ma il vento se ne va,» disse Adamsberg.
«E il vento torna,» disse il Guarda.
«È questo il problema. Il vento torna sempre.»————————
«Tu ti eclissi,» disse, «ma è una finta. Appena il cacciatore di pelli avrà voltato le spalle, ti infilerai al posto suo. Lo so cosa combini. Lo so benissimo.»
Adamsberg non rispose.
«E mi chiedo se è leale,» continuò a fatica Soliman, lo sguardo rivolto verso il soffitto. «Mi chiedo se è giusto.»
«Giusto rispetto a cosa, Sol?»
Soliman esitò.
«Rispetto alle regole,» disse.
«Credevo che non te ne fregasse una sega, delle regole.»
«È vero,» ammise Soliman, stupito.
«Allora?»
«Lo stesso. È una pugnalata alle spalle del cacciatore di pelli.»
«Non è di spalle, è di fronte. Lui non è un ingenuo.»
Soliman scosse il capo, contrariato.
«Tu svii la corrente,» disse, «devii il fiume, ti prendi tutta l’acqua per te e ti infili nel letto del cacciatore di pelli. Questo è un furto.»
«È l’esatto contrario, Soliman. Tutti gli amanti di Camille – perché stia-mo parlando di Camille, vero? – tutti gli amanti di Camille attingono al mio fiume, e tutte le mie amanti prelevano dal suo. A monte c’è solo lei, e io. A valle, certe volte c’è un sacco di gente. In virtù di questo, l’acqua è
più torbida in basso che in alto.»
«Ah sì,» disse Soliman fattosi perplesso.
«Per semplificare,» disse Adamsberg.
«Perciò, adesso,» disse Soliman esitando, «tu risali il tuo fiume verso monte?»
Adamsberg annuì.
«Perciò,» continuò Sol, «se io avessi percorso quei cinquanta metri, se avessi potuto posare la mano su di lei, mi sarei ritrovato a valle di tutto quel vostro sistema idrografico del cazzo?»
«Più o meno,» disse Adamsberg.




























































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