Stelle Senza Cielo

A volte provo ancora a crederci…

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La castellana vendicativa – Castellammare di Stabia (Napoli)

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settembre 1st, 2010 Posted 18:11

La fortezza di Caastellammare di Stabia, risalente all’XI secolo, ospita il fantasma di una donna il cui nome è andato perso nei secoli, ma non certo la fama.

Si narra infatti che nel 1459, mentre la fortezza difesa da Gaillard era assediata a causa della “congiura dei baroni”, una dama residente al suo interno aprì le porte agli assedianti permettendo loro di entrare e decretando così la disfatta di coloro che vi si erano arroccati.

La dama aveva compiuto tale gesto poichè si era innamorata di uno dei soldati che militavano fra le schiere degli assalitori e probabilmente questi l’aveva incoraggiata per raggiungere il proprio scopo; tuttavia, quando il drappello fece il suo ingresso nella fortezza, la donna venne respinta dal soldato (felicemente sposato, si dice).

Poco tempo dopo la dama si avvelenò, incapace di sopportare il dolore per quel rifiuto e il trattamento riservatole in quanto vile traditrice della sua gente. Da quel momento in poi, si è cominciato a parlare delle apparizioni del suo fantasma.

Spesso la si vede sulla porta di ingresso, a scrutare l’orizzonte come se attendesse qualcuno; altri dicono che se ne percepisca la presenza nella “camera degli angeli”, una stanza della fortezza nella quale si narra della spiacevole sensazione avvertita da chiunque, di inquietudine e disagio tanto forti da non permettere una sosta prolungata nel luogo. Chi dice di averla vista parla di una donna di mezza età, molto bella, con le labbra piegate in un sorriso amaro, quasi un ghigno.

Ed è infatti la sua risata, oltre a sussurri e sospiri, che si sente spesso rimbombare in ogni angolo del castello. Una risata fragorosa e di scherno, che sembra voler deridere gli uomini e le loro piccolezze.

Se siete esponenti del sesso maschile, fate attenzione: la leggenda vuole che siano proprio gli uomini i bersagli dei peggiori scherzi di questo fantasma, il quale per vendicarsi di quell’antica onta subita, pare si diverta a far cadere i maschietti in visita al castello, spingendoli giù dalle scale.

La sposa sepolta viva – Castello di Trècesson, Foresta di Brocéliande (Francia)

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agosto 23rd, 2010 Posted 10:42

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Ad una trentina di chilometri da Rennes, in Bretagna, c’è la foresta di Paimpont; si tratta di un luogo famoso per la sua natura rigogliosa ed incontaminata la quale si distende per svariati chilometri attorno a piccoli borghi quali Paimpol, Josselin, Ploermel e, appunto, Paimpont. Vi si organizzano passeggiate e giri in bicicletta, adatti a diversi livelli di preparazione (anche per le persone non allenate), che permettono di ammirare le bellezze paesaggistiche di questa foresta nella quale il tempo sembra essersi fermato. Le strade percorse dalle auto sono poche, immerse nel verde, in un silenzio quasi innaturale; fra gli alberi spuntano spesso croci celtiche, castelli, stagni e scorci di paesaggio meravigliosi.

La foresta di Paimpont viene anche chiamata Foresta di Brocéliande, poichè questi luoghi colpirono l’immaginario collettivo soprattutto nel periodo in cui Chrètien de Troyes scrisse il ciclo arturiano, al quale appunto la foresta fa da sfondo. Per coloro che sono appassionati dell’argomento, sono molti i richiami alla leggenda, in tutta la foresta: dal lago in cui si dice esser nascosto il castello di Viviana, alla valle senza ritorno, alla prigione di Merlino ed alla fontana di Barènton, teatro della leggenda di Ivano e Laudine; tengo a ribadire che si tratta di luoghi leggendari, di cui si narra in un racconto di fantasia (forse ispirato da fatti reali, ma non per intero), quindi per quanto suggestivi potrebbero risultare deludenti sotto alcuni aspetti. Penso che comunque valga la pena visitarli, non fosse altro per il piacere di fare una bella passeggiata e respirare aria sana.

Fra gli altri punti di interesse, c’è quello di cui vorrei parlare oggi: si tratta del castello di Trècesson, costruito nel XV secolo da Jean de Trècesson e rimasto alla famiglia fino al 1773. E’ una costruzione che affascina già al primo sguardo, poichè sorge al centro di uno stagno in cui si rispecchia; due sono le storie di fantasmi legate al castello, ma stavolta tratterò di una soltanto, la quale risale al XVIII secolo.

La leggenda racconta di un bracconiere il quale, vagando di notte nei boschi circostanti al castello, venne spaventato dal sopraggiungere di una carrozza; per evitare di essere scoperto, l’uomo si nascose fra gli alberi e fu così che si ritrovò ad assistere ad una scena terribile: una grande carrozza nera si fermò e ne scesero degli uomini che trascinavano con loro una giovane sposa in lacrime, disperata. Gli uomini scavarono una fossa nel terreno e a niente valsero le preghiere della ragazza: ve la seppellirono viva, per poi fuggire e sparire nella notte. Il bracconiere, spaventato, corse a casa dalla moglie e le raccontò ogni cosa; la donna, saggiamente, lo mandò a riferire il tutto al castellano, il quale fece dissotterrare prontamente la povera giovane. Purtroppo, ella era rimasta ormai troppo tempo sotto terra e così, dopo una notte di agonia nelle stanze del castello di Trècesson, spirò, lasciando un alone di mistero sulla propria storia; tutto quello che si riuscì a scoprire era che gli uomini visti dal bracconiere erano i fratelli della ragazza, i quali le avevano inflitto quella terribile punizione poichè ella aveva sposato di nascosto un uomo che loro non approvavano.

Fino alla rivoluzione la corona ed il velo della giovane rimasero sull’altare della cappella del castello e secondo la leggenda le ragazze che sfioravano tali reliquie trovavano marito.

Ad oggi, il castello è una dimora privata, quindi non è possibile visitarlo all’interno. Tuttavia, ci si può avvicinare tanto da poterlo ammirare e chi lo sa, magari incontrare il fantasma della giovane sposa, che secondo molti infesta il bosco intorno al castello, vagando come un’anima in pena.

Il fantasma della scimmia urlatrice – Carew Castle, Pembrokeshire Country (Wales)

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luglio 14th, 2010 Posted 09:07

Il castello di Carew è una costruzione magnifica che vanta quasi 2000 anni di storia, posta a dominio di un terreno di ventitre acri (circa 93mila metri quadrati); in esso sono chiari i segni dello sviluppo, dalla fortificazione normanna che era fino alla casa di campagna Elisabettiana che è diventato. Nei suoi dintorni ci sono anche altri luoghi di interesse: una croce celtica dell’undicesimo secolo, l’unico mulino restaurato di tutto il Galles, un ponte medievale ed un’area pic nic; tutti questi punti di interesse sono collegati fra loro da un sentiero che compie un percorso circolare di circa un paio di chilometri.

Come ogni castello che si rispetti, anche quello di Carew è infestato dai fantasmi. Quello di cui parleremo oggi è il fantasma di Sir Roland Rhys, tenutario di Carew nel XVII secolo. Egli era un uomo eccentrico, irascibile, solitario, gran bevitore e inamovibile quando si trattava di riscuotere il denaro che gli era dovuto. Si narra che avesse portato con se, da uno dei suoi viaggi, una scimmia urlatrice che egli teneva incatenata nella torre nord ovest del castello; molti sono i racconti di uomini che sir Roland aveva fatto aggredire dalla scimmia, la quale veniva descritta come un animale dal ghigno diabolico e ferocia inaudita.

Un giorno, il figlio di sir Roland fuggì con la figlia di un mercante della zona; quest’ultimo andò a lamentarsi con sir Roland in persona. Ne scaturì un alterco violento, durante il quale sir Roland , ubriaco come non mai, sguinzagliò la sua scimmia contro il povero uomo, il quale fu costretto a fuggire riportando ferite profonde e gravissime; nel lasciare il castello, egli augurò a sir Roland di fare la stessa esperienza.

Più tardi , nella notte, dalla torre nord ovest, si sentirono provenire urla agghiaccianti di dolore. I servitori, impauriti, accorsero alla stanza di sir Roland e si ritrovarono così di fronte ad una scena che fece loro gelare il sangue nelle vene: la stanza era sottosopra, la tapezzeria andava a fuoco, i mobili erano distrutti. E in mezzo a questo disastro giaceva il loro padrone, con la gola squarciata. Poco distante la scimmia era riversa con la testa nel caminetto, morta anch’essa.

Probabilmente l’animale si era rivoltato contro il proprio padrone e ne era conseguita una lotta in cui entrambi erano periti.

Queste morti violente non poterono che dare vita a dicerie sulle apparizioni dei fantasmi di sir Roland e della sua scimmia: molti asseriscono di sentire il verso dell’animale, molto simile a una risata satanica, propagarsi fra le mura della torre, o il reiterarsi delle urla che si sentirono in quella notte maledetta. Sia la scimmia che il suo padrone sono stati visti aggirarsi fra le rovine emanando una forte aura di malvagità.

Il più recente avvistamento risale a pochi anni fa, in pieno giorno.

Padre, madre e figlia adolescente andarono a visitare il castello. Erano tutti e tre nella stanza della torre, quando la giovane si sentì attrarre dal caminetto come se una forza oscura la obbligasse ad avvicinarsi. Quando lo fece, vide le fiamme levarsi in esso e fra le lingue di fuoco comparve il muso di una scimmia che digrignava i denti con fare minaccioso. Alle urla terrorizzate della ragazzina, i genitori accorsero e non trovarono nessun segno di quanto visto dalla figlia, eppure le pietre del camino erano ancora calde.

In ogni caso, se andrete a visitare il castello e avrete la fortuna di non trovare sir Roland e la sua scimmia ad accogliervi, andate ad ammirare lo splendido panorama che è visibile proprio dalla finestra della torre infestata. Vale la pena correre il rischio!